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HOMEGROUND - RADICEPURA 

Come raccontare una storia, siciliana, italiana, mediterranea, marina e vulcanica, là dove la campagna è fertilissima ma gli elementi naturali sono così forti da renderla da sempre una storia mitica? Come costruire un giardino che diventi un’icona per Radicepura Garden Festival – biennale del paesaggio del Mediterraneo là dove la cultura e la forza della natura si fondono da millenni? Ho trovato la mia ispirazione nelle potenzialità del luogo, in una delle regioni che amo di più: un territorio ricco di artigiani, visionari romantici legati alla propria terra e di grandi coltivatori. Una magia tanto semplice come le vecchie saie che sapientemente portavano da bere al giardino che per i siciliani vuol dire frutteto: lo zappeddu, la chiusa per irrigare che in Sicilia fa sgorgare la vita dà il via alle danze. Si apre la saia e il flusso d’acqua nel giardino sale e scende come la marea: l’acqua si perde per labirinti tortuosi, disseta, sommerge, impregna e purifica. I fiori profumati del giardino si aprono nella sera siciliana. Al centro del giardino abbiamo disegnato una grande scacchiera con la pietra locale di basalto estratto dalle colate del vulcano, dove passeggiare o sostare, alternandola a una rigogliosa vegetazione seduttiva: non più bianco e nero ma verde e nero. Progettare questo giardino per la Fondazione Radicepura è stato per me un enorme privilegio in un luogo unico sotto il vulcano attivo dell’Etna, davanti al mare su uno dei terreni tropicali più fertili d’Italia. Homeground è un giardino dalle linee moderne che si fondono e si fonderanno sempre più con la vegetazione esuberante della antica tradizione siciliana di coltivare piante nuove. 

Un percorso segreto tra le Cycas, un grande parterre di frutti tropicali, manghi, litchi, annona, melarosa e molti altri, per sostare o passeggiare nelle chiazze di sole e ombra, un terzo spazio avvolto di gelsomini e ombreggiato da Brachychiton dove sedere e trovare acqua corrente con cui rinfrescarsi.

Poi c’è il basalto, lava solidificata in enormi candelabri che semplicemente tagliata e conservata nella sua forma naturale, diventa il corpo seducente del giardino dove si può sedere, sotto un frangipane profumato, per uscire dal tempo. Le lastre di pietra che si coprono d’acqua, prendono voce tramite gli aforismi di Gaetano Zoccali, mentre le eccezionali piante del vivaio Faro sono tantissime, forse troppe ma hanno rappresentato pura tentazione cui è stato impossibile resistere: Cycas, Plumeria, Brachychiton, Hedychium, Cestrum, Cereus, Erytrina…

Un ringraziamento speciale va a Natale Torre che, oltre ad essere una inesauribile fonte di ispirazione da anni, ha messo a disposizione le sue piante più preziose per completare la selezione centrale dei frutti.

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