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FROSCHLÖFFEL KOSMOPOLIT - VIENNA

Botanica Temporanea è una realtà nata nel 2003 per focalizzare le applicazioni progettuali ai luoghi negletti colonizzati dalle piante e potenzialmente adatti ad essere trasformati in giardini, con semplici procedure condivise, lavoro manuale e pochissima spesa. Dopo aver tenuto un laboratorio annuale su questo tema presso l’Università di Arti applicate di Vienna, su invito del Rettore Professor Mario Terzic e del Direttore dell’Orto Botanico nei pressi del Museo del Belvedere, ho potuto scegliere un’area per trasformarla in giardino. Così la grande vasca delle acquatiche, danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e per questo in disuso, è stata trasformata in un nuovo giardino dove, scendendo sotto il livello del piano di campagna, si entra in contatto con le nuove piante acquatiche per scoprire il delicato rapporto tra la vegetazione, il suolo e l’acqua. L'obiettivo di questa realizzazione non è stato solo un restauro innovativo di una parte dell’antico Giardino Botanico viennese, ma anche la formalizzazione pratica di un nuovo modo di progettare attraverso strette regole che applicate e superate ci hanno permesso di realizzare a costo zero un nuovo giardino. Secondo le regole di Botanica Temporanea, il criterio progettuale è stato: individuare una strategia condivisa con gli studenti e approvata dall’Orto, riutilizzando solo piante e materiali in esubero presso l’istituzione e, soprattutto, poter contare solo sulla nostra forza lavoro del corso di Botanica Temporanea. Credo che per progettare un giardino si debba conoscere intimamente il luogo e il lavoro manuale permette una conoscenza profonda dell’ambiente: ogni fase è di grande ispirazione. Durante i lavori sul fondo della vecchia fontana fratturata abbiamo trovato un’antica targhetta botanica con inciso il nome di una pianta: Alisima plantago-acquatica, una pianta molto diffusa in ambienti idrofili il cui nome comune, in austriaco, è froschloffel: letteralmente tradotto in “cucchiaio per le rane”. La stessa etichetta corrosa riportava, come classificazione botanica di provenienza, la dicitura: kosmopolit – cosmopolita. Un principio di grande ispirazione paesaggistica per un progetto calato nello stimolante contesto storico mitteleuropeo della capitale austriaca: ecco perché questo giardino ha preso un nome un po’ complicato. La configurazione del giardino è semplice: su un letto di ghiaia che rappresenta il paesaggio arido, imposto dalla ferita della bomba, trovano collocazione 16 ring di cemento impermeabilizzati per ospitare una selezione di piante acquatiche: una conformazione quasi metafisica. Il giardino, nato inizialmente per essere una performance temporanea, è diventato un luogo così amato che è rimasto definitivamente al centro dell’Orto, e oggi, tutte le volte che aprendo Google Maps su Vienna il puntatore si colloca nei suoi pressi, noi ne siamo particolarmente orgogliosi.

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